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TITOLO: Buone regole di concorrenza e mecato sociale delle arti urbane

Autore: artit

Messaggio:

Invio corrispondenza con agenzia a seguito di trattativa fallita.
 
Spett.le Equipe Eventi
Alcune precisazioni e spero un contributo per superare le difficoltà riscontrate nelle trattative non andate a buon fine.
 
Esistono a mio parere due approcci complementari e integrati al concetto "concreto" di concorrenza.
Vi è una concorrenza cooperativa tra stakeholders (artisti produttori) e shareholders (intermediari promotori) per quanto riguarda la determinazione dei costi delle prestazioni; e una concorrenza competitiva tra intermediari e committenti (pagatori del servizio) per quanto riguarda la determinazione dell'organizzazione del servizio.
Mentre la concorrenza cooperativa interviene a colmare il vuoto di tutele dovuto alla annosa questione del contratto a progetto e la non applicabilità della tutela della proprietà intellettuale nel contesto delle prestazioni occasionali non vincolate a subordinazione, la concorrenza competitiva dovrebbe considerare alcune questione di fondo rispetto proprio all'economia sociale di mercato.
 
Possiamo considerare le singole prestazioni-postazioni artistiche come unità di intrattenimento capitalizzabili dal valore disposto in concorrenza cooperativa dall'intermediario.
Tale unità, dal punto di vista del pubblico e della sua libertà espressiva sono invece propriamente unità capitalizzate con le liberalità (donazioni) non competitive e non cooperative pubbliche che concorrono a determinare quel reddito minimo di impresa, senza il quale parlare di contribuenti minimi e autoimprenditorialità dell'arte pare proprio una enorme falsità di legalità sia da parte degli operatori tradizionali del mercato sia da parte dello Stato.
 
Ora, venendo al caso in questione, la postazione-prestazione può non coincidere con il singolo operatore-produttore perchè si parla di prestazioni artistiche in autoimprenditorialità e non prestazioni di manodopera  (di lavoro). In ogni caso il costo della prestazioni è da calcolare rispetto alla quantità di operatori coinvolti per ciascuna unità di intrattenimento (che non è una macchina come nello spettacolo viaggiante o nei giochi e scommesse).
 
Distinti saluti
 

Valter Conti
 



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