Un percorso Istituzionale per l'arte di strada
Lo spettacolo di strada nell’ultimo decennio ha avuto sul territorio nazionale una diffusione impressionante. Lo testimoniano centinaia di manifestazioni disseminate per le province italiane. Manifestazioni dai numeri grandi come “Mercantia” (45.000 spettatori paganti), o il “Ferrara Buskers Festival” (800.000 presenze). Ma anche di contenuto, e non solo sotto il profilo artistico. Il valore intrinseco forse più importante del quale le fenomenologie dell’arte di strada sono portatrici, è la riconquista sociale degli spazi urbani, dei centri storici, delle isole pedonali, da parte delle comunità. Ed è in fondo per questo, per riscoprire la dimensione della comunicazione sociale diretta, per ripopolare i borghi e rianimare le piazze, i quartieri, i vicoli, i cortili, che tante amministrazioni pubbliche e tanti enti hanno investito con profitto nelle manifestazioni di questo tipo.
In seguito alla nascita di questo nuovo, capillare e vastissimo circuito, si sono create numerose compagnie (noi valutiamo siano oltre il migliaio quelle operanti sul territorio nazionale). Imprese e associazioni che producono, realizzano, promuovono, questo nuovo teatro urbano, senza aiuti istituzionali, contando sulle proprie forze e affermandosi grazie alla propria capacità e determinazione.
A fronte di tutto ciò, a fronte di questo neonato “settore” dello spettacolo popolare, che risponde ad una grande richiesta che viene principalmente dalla gente, dai cittadini dei paesi come delle città, l’unica legge del nostro ordinamento che riguarda gli artisti di strada, approntata settanta anni fa, in pieno periodo fascista, relega la questione ad un problema di “ordine pubblico”.
Le severe leggi sull’imprenditoria teatrale, alle quali siamo pur soggetti quando la nostra attività diventa professione, funzionano come una sorta di potente repellente per quello che è un ambito d’impresa a forte preponderanza d’artigianato.
Non esistono scuole, in Italia, dove é possibile formarsi e migliorarsi nelle discipline del teatro di strada. Anche se gli enti locali, le scuole di teatro, le associazioni di base, producono una grande mole di stage, laboratori, corsi sperimentali sul mimo, sul clown, sul teatro corporeo, sulla commedia dell’arte, sul teatro di figura... ecc, da parte dell’istituzione non ci sembra ci sia stata, in questi anni, la minima volontà di promuovere queste iniziative, di qualificarle, di incentivarle e di coordinarle in una progettualità unitaria.
La nostra Federazione, due anni fa, ha iniziato un cammino istituzionale in seno all’Agis, attraverso il quale si prefigge di operare una valorizzazione ed uno sviluppo dello spettacolo di strada su tutti questi fronti. Oltre ad essere accolta tra i soggetti aderenti all’Agis, la Fnas ha da subito preso parte attivamente al “Progetto Arcipelago”, coordinato dalla stessa Agis e volto alla valorizzazione dello spettacolo popolare in Italia. Questo documento vuol essere una delle testimonianze di questa battaglia condotta a tutto campo.
Non è ancora una grande struttura la nostra, ma le esperienze che al suo interno confluiscono (fin adesso sessanta soci tra compagnie e artisti singoli), rappresentano a pieno titolo la storia recente del mondo dell’arte di strada. Un mondo libero in merito al quale non rivendichiamo nessuna paternità, ma al servizio del quale vogliamo lavorare, perché la sua libertà e la sua vitalità non siano represse sul piano istituzionale.
La forza, e il potenziale creativo di questo mondo è grande. Il livello artistico raggiunto negli ultimi anni dalle compagnie professionali è molto alto. Le fonti sono rappresentate da un popolo vastissimo di neofiti che si avvicinano allo spettacolo di strada per scelta (seicento partecipanti all’ultima convention dei giocolieri), e che contribuiranno certamente, nei prossimi anni a far nascere esperienze artistiche altrettanto valide.
Ma ciò che è più interessante constatare è quanto i confini di questo ipotetico “settore” che chiamiamo teatro di strada, siano in realtà evanescenti, vista l’influenza che certe discipline (dai trampoli, alla giocoleria, al teatro d’improvvisazione) stanno esercitando su settori anche molto distanti come la prosa e la danza. Questo candida il teatro di strada a rappresentare a pieno titolo la vocazione popolare del nuovo teatro.
L’esperienza francese ha dimostrato, pur nell’eccesso, a volte, di un effervorato spirito imprenditoriale e tecnicista, le potenzialità intrinseche di un tale punto di vista. Un governo lungimirante ha sostenuto, finanziato e garantito la nascita di strutture formative per un settore che ha saputo restituire a questo paese un grande ritorno in termini di immagine e prestigio culturale. Il teatro di strada è divenuto un ambiente attiguo al circo, ha saputo lavorare in sinergia con esso, creando un ponte tra lo spettacolo popolare e la sperimentazione teatrale. L’art de la rue e l’art de la piste, insieme, hanno dato vita ad una pagina fondamentale per la cultura europea contemporanea. Una pagina dal titolo “nouveaux cirque”.
Le iniziative politiche intraprese fin adesso dalla FNAS, sul piano normativo-istituzionale sono essenzialmente due. La prima riguarda l’abolizione del già citato Articolo 121 del codice Rocco (Leggi di Pubblica Sicurezza). Atto, secondo noi irrinunciabile, per la valorizzazione dei contenuti culturali e sociali dei quali il teatro di strada è portatore (anche e soprattutto inteso come “libero esercizio”). La proposta era stata già concretizzata in due articoli che comparivano nel testo della nuova legge quadro sulla prosa. La legge era stata approvata alla Camera dei Deputati nel Luglio del 1999 e si è poi arenata in Senato, per motivi che non riguardavano quei tre articoli, sui quali, per altro, tutto lo schieramento si era dichiarato favorevole.
Noi chiediamo di riprendere il testo di quei tre articoli e proporli in una nuova iniziativa legislativa.
La seconda linea di lavoro riguarda la materia del professionismo, e punta verso un nuovo inquadramento fiscale – amministrativo dell’esercizio dell’arte di strada in seno allo spettacolo viaggiante. Si tratta di un’istanza presentata al dipartimento dello spettacolo alla Dott.ssa Rossana Rummo, quando il suo ufficio era riferimento anche per l’area dello spettacolo dal vivo. La proposta, pur non avendo incontrato contrarietà di alcun genere, non ha ancora avuto un seguito.
La battaglia per la valorizzazione e lo sviluppo dello spettacolo popolare in Italia, è una battaglia che riguarda ora un “Arcipelago” di soggetti diversi. La Federazione Nazionale degli Artisti di Strada, sente di potersi impegnare attivamente, ed autorevolmente, esprimendo uno dei modi nuovi e attuali, di concepire questo genere di spettacolo che poi altro non è che lo spettacolo che sta tra la gente.
FNAS - Il Presidente, Alessio Michelotti.